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15 ottobre 2009 |
Manifestiamo il dissenso |
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SOTTOSCRIVIAMO IN PIENO, diffondiamolo
Ciao a Tutti/e siamo un gruppo di persone che hanno deciso di denunciare l'ennesima umiliazione che la comunità gay lesbo e trans subisce da forze politiche che ancora non sanno la differenza tra orientamento sessuale e perversione. O peggio: tra orientamento e reato sessuale. Dovevamo aspettarcelo. Solo il giorno prima autorevoli politici cattolici (autorevoli solo perche sostenuti da oltre tevere, non certo per le loro doti intellettuali) denunciavano questa legge come un attentato alla libertà dipensare che gay e lesbiche siano un "abominio contro natura", al pari di ebrei e mancini ai tempi del Medioevo (si, i mancini erano un abominio pure loro). Anche i migranti oggi, con il loro contributo di diversita', non se la passano molto meglio. Gli argomenti sollevati ieri nell'ambito delle pregiudiziali di incostituzionalita' al testo Concia sarebbero impensabili ormai nel resto d'Europa (e non solo quella occidentale) e pure negli Usa. E' di questi giorni che negli Usa viene approvata per intervento di Obama il Matthew Shepard act, una legge federale contro la violenza omofoba. Sapete come è morto Matther Shepard? Era un ragazzo di 18 anni che è stato portato nel deserto da due uomini, picchiato selvaggiamente e poi legato a una palizzata per una settimana prima di essere trovato e morire. Dobbiamo avere anche noi un Matthew Shepard prima di avere una legge che ci consideri una minoranza a rischio violenza? Beh, di Matthew ne abbiamo a decine. Sono le donne lesbiche picchiate o violentate da uomini inchiodati alla loro cultura machista e patriarcale. Sono gli uomini che vengono uccisi mentre cercano un compagno (o compagnia, ma non fa' differenza ai fini del ragionamento). Uccisi a volte da altri omosessuali, ai quali è stato insegnato che essere gay o lesbica è, come si diceva prima appunto, un "abominio contro natura", una cosa sbagliata. Giudizi basati su presupposti ideologici e informazioni completamente distori e falsati. La maggioranza degli italiani chiede di vivere in pace, in un paese dove esistono la giustizia e l'eguaglianza, non i primus super pares. Questo implica che non possiamo più permettere a persone portatrici di idee e visioni distorte del mondo che le circonda (la Binetti ma non solo) di condizionare il nostro domani, il nostro presente, le nostre relazioni. Noi dobbiamo chiedere e ottenere uno Stato laico rispettoso dei diritti umani. E dobbiamo chiedere aiuto a tutti: etero, gay, lesbiche e trans. E dobbiamo allacciare rapporti con altri gruppi costantemente discriminati e poi vittimizzati (spesso strumentalmente per fini politici e logiche interne ai partiti) che pure sono oggetto di violenza quotidiana. Perchè questa deriva si sa dove inizia ma non si sa dove finisce. Occorre un fronte di opposizione dal basso contro chi ha soldi e potere, e ha creato un clima culturale retrogrado dentro il quale l'esercizio del diritto all'autodeterminazione sessuale e', se non ancora proibito, certamente inibito. Pensavamo che Padova fosse una isola felice tra città come Verona o Treviso dove l'intolleranza è ormai di casa. Pensavamo di essere diversi. Ma da ieri, dopo l'aggressione contro una coppia lesbica, non lo siamo più. Sia chiaro: noi non vogliamo fare un discorso contro i migranti ma contro la cultura e violenza machiste che molti uomini ancora esprimono al di la' di ogni frontiera. E se necessario, puntiamo anche il dito contro lesbiche, gay e trans che discriminano i migranti (e ce ne sono). Semplicemente noi non vogliamo rassegnarci a diventare lentamente un paese dove ci si odia e per questo alcune e alcuni si devono nascondere. Sarebbe ora di scendere in piazza e far sapere a tutte e tutti che chi ci opprime e discrimina certamente non ci rappresenta. Noi vogliamo diventare un paese incentrato sulla dignita' di ogni scelta e percorso sessuale e di relazione (purche' consensuale), e di vita in generale. Tutto cio' nel quadro comune e partecipato dei diritti umani che sono gli stessi per un migrante, una lesbica, e un ministro. E che sono dovuti a tutti. Elisabetta Torresin Giorgio Lazzarini Michele Grigolo |
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